La Morfocinetica: un nuovo approccio alla qualità dell’embrione

La Morfocinetica: un nuovo approccio alla qualità dell’embrione

Lo studio in vitro degli embrioni ha avuto un forte sviluppo negli ultimi 20 anni. L’avvento dell’analisi embrioscopica ha consentito di confrontare un grande numero di embrioni, procurando minime variazioni sulle condizioni di cultura.

Edwards ed il suo gruppo per primi e successivamente diversi autori notarono come il trasferimento in utero di embrioni capaci di dividersi precocemente fosse associato ad un tasso di impianto e di gravidanze più alto rispetto agli embrioni che si duplicavano più lentamente. Un monitoraggio continuo potrebbe fornire la possibilità di raccogliere immagini dello sviluppo degli embrioni in modo dinamico e, quindi, informazioni molto importanti circa la loro qualità.

L’uso di un sistema automatizzato di monitoraggio degli embrioni attraverso una osservazione continua nel corso del tempo mediante embrioscopio, rappresenta  un’opportunità per ottimizzare la selezione degli embrioni, basata sulla loro morfologia e sulla capacità replicativa. Questo tipo di analisi coniuga condizioni stabili di cultura e l’utilizzo dei parametri morfocinetici per la selezione degli embrioni.

In un nostro studio, abbiamo mostrato come il trasferimento di embrioni in grado di replicarsi precocemente fosse associato ad un più alto tasso di formazione di blastocisti ed ad un minor numero di aborti rispetto agli embrioni con replicazione ritardata. Il tasso di impianto, quindi, può essere migliorato attraverso l’analisi morfocinetica automatizzata.

L’obiettivo di GeBiSa è quello di studiare se l’analisi morfocinetica degli embrioni,  mediante l’utilizzo di un embrioscopio, possa consentire di migliorare il tasso di fertilità in donne obese,  in età avanzata, o , affette da endometriosi o PCOS.