Eco 3D e fetal adult disease

Eco 3D e fetal adult disease

I concetti di “ Fetal Adult Disease” e di “ Early Development” , cioè di insorgenza precoce durante le primissime settimane di sviluppo fetale dei danni che successivamente provocano la maggior parte delle malattie umane,hanno iniziato una nuova era in medicina perinatale e neonatale. L’approccio multidisciplinare di biologi molecolari, diabetologi-endocrinologi, esperti di metabolomica,ostetrici,neonatologi, ecografisti, fisici ,statistici ed altre figure professionali rappresenta il maggior cambiamento nella ricerca in medicina perinatale. Abbiamo iniziato a collegare i risultati della ricerca biomolecolare ( ottenuti sia in animali che nell’uomo), con lo studio ecografico 3D degli organi bersaglio delle alterazioni precoci dello sviluppo , cioè cervello, cuore,rene. In un nostra ricerca abbiamo ricercato la presenza di difetto interatriale (DIA) e stimato il volume della corteccia renale (VCR), che contiene il 95% dei glomeruli, in una popolazione di 103 neonati ( 43 nati da madre affetta da diabete, 25 con ritardo di accrescimento fetale,cioè IUGR,35 sani a termine da gravidanza fisiologica). I nati IUGR e da madre diabetica hanno mostrato una elevata incidenza di DIA e di ridotto VCR rispetto ai sani ( p<0,001). Vi era inoltre una significativa e positiva correlazione tra il peso della placenta e il VCR, che era ancora più forte negli affetti da DIA. Lo sviluppo della parete interatriale cardiaca e dei glomeruli inizia molto precocemente,già dalla 5° settimana di gravidanza ed è molto sensibile ad alterazioni dell’apoptosi,quindi il primum movens potrebbe essere un analogo danno epigenetico. L’ecografia 2-3D può essere molto utile per indagare questi meccanismi patologici,per esempio in associazione a studi metabolomici, oltre che come metodo di screening dei soggetti a rischio di ipertensione e/o sindrome metabolica nell’età pediatrica ed adulta. Ancora più recentemente,abbiamo iniziato ad esaminare il cervello fetale e neonatale con eco 3D, per stimare il volume della corteccia frontale, dell’ippocampo, del talamo e del cervelletto, per stabilire eventuali correlazioni tra le ratios di questi volumi e lo sviluppo cognitivo e neuro comportamentale,come suggerito da recentissimi studi negli animali. La prospettiva per il futuro è di standardizzare le metodiche di misurazione di queste strutture cerebrali e di rilevare eventuali differenze tra nati sani e nati da gravidanze a rischio o patologiche( pretermine, diabete materno, IUGR,gemelli) , correlando i risultati con le ricerche biomolecolari, metabolomiche e con le valutazioni cognitive e soprattutto neuro comportamentali. Inoltre .lo scopo è di migliorare la care dei nati da gravidanze patologiche utilizzando questi risultati ed identificando precocemente il rischio, per attuare interventi adeguati. Noi di GeBiSa stiamo cercando di realizzare il passaggio dalla “ Medicina Biologica” all’approccio olistico ed alla nuova “ Medicina di Sistema” basata sulla comune attività multidisciplinare : il futuro è già in atto.